Il metodo
Poche azioni. Prove archiviate. Misure oneste.
La SEO è piena di promesse. Noi preferiamo regole che si possono controllare: ecco le nostre, scritte prima di cominciare.
Sei regole che non cambiamo
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Se non c’è un’evidenza, non c’è un’azione.
Ogni proposta si regge su dati archiviati che puoi aprire: query, pagine, periodi.
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Al massimo cinque per ciclo.
Cinquanta interventi non si applicano e non si capisce quale ha funzionato. Cinque sì.
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Nessun numero inventato.
Se non abbiamo una fonte per il volume di una ricerca, il campo resta vuoto. Il modello non lo indovina.
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Una persona approva una versione precisa.
Testo, metadati, destinazione e data. Se cambia qualcosa dopo, si approva di nuovo.
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Finestre uguali e complete.
28 giorni prima contro 28 dopo, poi i successivi. Il giorno dell’intervento resta fuori dal conto.
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Osserviamo, non attribuiamo.
Diciamo “variazione osservata dopo l’intervento”, non “l’abbiamo causata noi”.
Come misuriamo
Il conto si fa così.
- CTR del periodo = clic totali ÷ impressioni totali, non la media delle percentuali
- Posizione media pesata sulle impressioni
- Da zero non c’è percentuale: scriviamo “da 0 a 120”
- Con meno di 100 impressioni prima, lo segnaliamo: dati limitati
- Pagina e sito si confrontano su clic e impressioni, ricordando che il sito include anche la pagina
- Le date seguono il calendario di Search Console, che è quello del Pacifico
Cosa non promettiamo
Se qualcuno te lo garantisce, diffida.
- Posizioni garantite su Google
- Indicizzazione immediata
- Un numero di clienti in più
- Citazioni sicure nelle risposte delle AI
- Centinaia di articoli per riempire il piano
Ti piace il metodo? Provalo.
L’accesso è su invito: lasciaci il tuo sito e ti rispondiamo.